GRAZIA DE MARCHI

 

 

 

 

L'attività canora di Grazia De Marchi inizia negli anni '70 con un fervido lavoro di ricerca (più di 50 nastri registrati) e di reintegrazione del canto di tradizione popolare nel veronese. E' fondatrice di numerosi gruppi di musica popolare tra i quali il Canzoniere Veronese. Attualmente tiene numerosi concerti di riproposta della tradizione musicale popolare veronese con una nuova formazione composta da Michela Cordioli (chitarra), Giuseppe Zambon (Fisarmonica), Emanuele Zanfretta (fiati e cornamusa) e Piero Parona (violino). Lei si dedica professionalmente al canto e, con l'inesauribile spirito di ricerca che la contraddistingue, alla migliore canzone d'autore di varie epoca, ripercorrendo e rivalutando filoni eterogenei, a volte dimenticati, con personalissima sensibilità e temperamento.

Grazia ritiene che il lavoro di ricalco e riproposta sia fondamentale, con la convinzione che la propria storia, le proprie radici, la memoria viva di chi ci ha portato fin qua, debba essere mantenuta vitale per poter crescere e andare avanti in questo mondo sempre più uniformato e deviato culturalmente. Contemporaneamente si é sempre dedicata alla migliore canzone d'autore e poesia in musica di ogni epoca preparando con Giannantonio Mutto e molti altri musicisti, recitals monografici su Tenco, Pasolini, Piazzolla, Brecht, Brel (tradotto per lei da DUILIO DEL PRETE e di prossima pubblicazione discografica con AZZURRA MUSIC); e poi il tango argentino delle origini, la canzone napoletana classica, Milly, Anna Magnani... Marco Ongaro scrive per lei e su di lei un intero recilal e CD dal titolo "Lasciatemi vivere", intorno alle sue storie, agli amori e alle passioni, alla sua vita. Un secondo lavoro,concerto e Cd, scritto sempre da Marco Ongaro per Grazia, dal titolo SPORCO MONDO - Canti d'amore alla terra, viene arrangiato da Roberto Tombesi e Calicanto ed è interamente imperniato su temi riguardanti l'ambiente e il suo degrado.

Un terzo lavoro scritto da Marco Ongaro e diretto da Nicola Dentamaro é una commedia musicale sul tema dell'integrazione, in dialetto, dal titolo La cena della sposa che la vede protagonista insieme con Tiziano Gelmetti e presentata al castello di Montorio nel 2004 , con entusiastica risposta del pubblico e della critica. L'ASSESSORATO ALLA VALORIZZAZIONE DELLE TRADIZIONI POPOLARI DI VERONA le ha pubblicato 3 CD doppi con le registrazioni originali della sua ricerca e recentemente, la pubblicazione di un libro "EL BRENTON DE LA CULTURA"fatto con Michela Cordioli, con allegati 2CD sulla ricerca condotta da Cesare Furnari a Oppeano nel '70 , anche con il patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Oppeano, con una parte dedicata all'insegnante, allo storico e al giornalista scomparso 3 anni fa.

Ha preparato recital monografici offrendo brani tratti dal repertorio delle canzoni di Luigi Tenco, dai testi di P.P.Pasolini, dalla canzone napoletana classica, dal repertorio della grande, amatissima Milly. Ha recuperato felicemente il mondo antico del tango argentino e italiano del primo novecento, quello moderno di Astor Piazzolla e repertori misconosciuti come quello di Ria Rosa, una formidabile interprete napoletana degli anni trenta. E poi ancora Bertoldt Brecht, Kurt Weill e Heinrich Eisler; capolavori francesi dimenticati, perle nascoste della moderna canzone colta italiana con una vitalissima partecipazione o, come ha scritto Camilla Cederna, "con un entusiasmo contagioso, un veemente cantare indimenticabile".

Nel 1988, al Teatro Romano di Verona, tiene un recital tutto suo: La giostra degli amori. In agosto, nel medesimo luogo apre la prima Rassegna della Canzone d'Autrice, insieme a Nada, Lucia Poli, Alice, Maria Carta, ecc. Nel 1989 incide il suo primo album, Tutto il mio folle amore, cantando le canzoni di Pier Paolo Pasolini. Insieme a Duilio Del Prete debutta con un recital dal titolo Realgar, al Teatro Romano di Fiesole: Grazia interpreta Pasolini e Duilio, Calvino; l'intero recital viene invitato al Club Tenco l'anno dopo. Quindi la De Marchi debutta a Verona con uno spettacolo teatrale, cantato e parlato, col regista Paolo Castagna, assistente di Luca Ronconi, su un lavoro di Artaud che di seguito viene presentato al Cabaret Voltaire di Torino; Grazia De marchi si presenta insieme al pianista Giannantonio Mutto, che ne cura le musiche.Nel 1990 riprende la canzone popolare dialettale e tiene uno spettacolo per il convegno sulle tradizioni popolari in Valpolicella: in quella occasione registra dal vivo un doppio album dal titolo Balé Canté Butale, che riscuote un gran successo di pubblico e di critici di musica popolare. Michele Straniero parla del disco come di un "grande evento".

Nel 1992 l'artista veronese debutta con un recital sulle canzoni degli anni venti e trenta per una rassegna sulla canzone italiana. Nello stesso periodo esce in edicola, allegata alla rivista "BLU", l'edizione in C.D. delle canzoni di Pasolini cantate da Grazia De Marchi. In giugno èin Francia per riproporre Realgar con Duilio Del Prete. Nell'estate ripresenta lo spettacolo sul tango aggiungendo una parte dedicata interamente al grande Astor Piazzolla, per la rassegna "Musica nei giardini d'Europa". Prepara quindi un recital dal titolo Con la mente e con il cuore per una tournée in Germania. Continua il suo impegno con la musica popolare e, infine, la De Marchi insegna gratuitamente le canzoni dialettali che aveva imparato dai vecchi di quelle valli ai bambini di una scuola elementare della Valpolicella. Riporta in Francia le canzoni di Pasolini e di Calvino e la "storia del tango". Poi va in tournée alle Canarie e in Portogallo con le canzoni di Pasolini. Nel 1993 debutta a Verona con le canzoni di Jacques Brel, Se crederci ancora, tradotte per lei da Duilio Del Prete. Il recital, che riscuote un grande successo, viene riproposto per sette sere nell'ambito delle manifestazioni estive dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Verona nel cortile di Castelvecchio.

Grazia porta all'università di Madrid e al Consolato Italiano spagnolo I poeti cantati. Mentre ripropone in Italia e in Francia lo spettacolo sulle canzoni di Jacques Brel, riprende il lavoro sulla canzone popolare dialettale e incide una MC, La ballerina - Canti della nostra storia, che viene presentata da Michele Straniero. Nel 1996 porta a Roma per tre settimane il recital sulle canzoni di Brel al Teatro XX Secolo-Fontanone del Gianicolo.

Con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Verona e del Club di Giulietta, Grazia De Marchi prepara (e incide in CD) un recital dal titolo Caro Amore, dove unisce brani del "Giulietta e Romeo" di William Shakespeare a grandi canzoni d'amore di autori di tutti i tempi. Nel marzo 1997 debutta a Roma al Teatro XX Secolo, con un recital dedicato ad Anna Magnani, E io me la canto con la regia di Paolo Castagna. Il recital raccoglie le canzoni che Nannarella cantò in varie pellicole e alcuni brani cari all'attrice. Un omaggio alla grande interprete alla quale Grazia è stata spesso paragonata. Il recital viene ripreso al Teatro Belli di Roma per tutto il mese di novembre, con Giancarlo Governi che "racconta" l'attrice. Con il medesimo recital viene invitata all'Università di Lione e in vari centri culturali che, grazie alla proposta di Grazia, organizzano settimane di film, dibattiti e spettacoli sulla grande attrice romana scomparsa.

Nel 1999, Grazia riprende l'attività del canto popolare e prepara uno spettacolo dal titolo Donna Lombarda (che incide in un MC). Il concerto teatrale di queste musiche viene presentato come un grande evento poiché debutta al ridotto del Teatro Filarmonico-Sala Maffeiana di Verona: per la prima volta nella storia, il canto popolare dialettale entra nel tempio della musica colta. In quello stesso periodo la De Marchi inizia una stretta collaborazione con il cantautore veronese Marco Ongaro, che scrive per lei intorno alle sue storie, agli amori, alle passioni e alla sua vita. Grazia si racconta e Ongaro traduce in 21 canzoni quella speciale biografia; 16 di quei brani vengono incisi tra gennaio e giugno del 2000 in un CD che prende il titolo da uno dei pezzi più intriganti di tutto il lavoro: Lasciatemi Vivere, etichetta Rossodisera e distribuzione EMI. Il lavoro discografico viene poi tradotto in un recital presentato con grande successo al Teatro Nuovo di Verona il 5 aprile 2001.

Il 13 dicembre 2001 l'artista veronese presenta, ancora in Sala Maffeiana, presso il Teatro Filarmonico di Verona,  il CD di canzoni popolari dialettali Che canta o che no canta e per tutto il 2002 è stata in tournée nella provincia di Verona e nel Veneto con questo lavoro, considerando da sempre un suo importante compito restituire alle nuove generazioni i canti raccolti dai vecchi cantori. Perché, dice Grazia, "come gli alberi, noi possiamo crescere solo se manteniamo vive le nostre radici, le tradizioni e la memoria ".

Il 24 aprile Grazia debutta in un recital dal titolo Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Pace, attualmente portato in varie piazze con grande partecipazione di pubblico. In settembre ha partecipato, a Rovigo, al primo Festival della Musica Popolare Veneta con un suo concerto e, nella stessa occasione, ha tenuto un seminario sul canto popolare; vi è stata invitata di nuovo in futuro.

Nel 2003 Grazia ha preparato, con Marco Ongaro, Roberto Tombesi e il Gruppo Calicanto, un nuovo Concerto di canzoni su temi legati all'ambiente, con la partecipazione straordinaria degli artisti Jamal Ouassini (Marocco), Karin Mensah (Capo Verde) e Renata Metzenof Sa (cantante attrice russo-cubana), dal titolo Sporco Mondo. Uscito a fine giugno con etichetta Azzurra Musica, è stato presentato a Verona in Cortile Mercato Vecchio il 31 agosto 2003. Contemporaneamente, in un doppio CD è uscita la prima raccolta di canti popolari registrati da Grazia De Marchi negli anni '70 ed eseguiti dagli interpreti original; la raccolta è stata curata da lei stessa con Alfredo Nicoletti e Alessandro Nobis. La pubblicazione è la prima opera tratta dall'archivio sonoro di Grazia, promossa dall'Assessorato alla Valorizzazione delleTradizioni Popolari del Comune di Verona. Titolo dell'opera: ...E vengo a risvegliarti col mio canto.

Nel 2004, infaticabile, l'artista canta per la prima volta in una commedia musicale in dialetto veronese, La cena della sposa di Marco Ongaro, ideato e diretto da Nicola Dentamaro al Castello di Montorio in Verona, dal 18 al 22 agosto 2004. La protagonista è stata affiancata da Tiziano Gelmetti e da un gruppo di giovani artisti di strada, mentre al Castello è stata offerta una autentica cena nel corso dello spettacolo. Ancora un successo meritato.